Il 5 ottobre 2012, su Avvenire viene pubblicato un articolo di Lorenzo Rosoli sulla presentazione del libro Intervista su Dio, un libro il cui fulcro è la domanda: "Dio esiste?", alla quale Ruini, l'autore, risponde con lucido acume e linguaggio accessibile (non so se a tutti). Qui di seguito posto l'articolo.
Inutile, irrilevante, lontano… Ruini sfata le banalità su Dio
Quanti luoghi comuni su Dio. Quanti stereotipi sulla fede, sul rapporto tra fede, ragione, libertà, sulle dinamiche dell’esperienza credente, nella cultura e nella mentalità oggi prevalenti. Fino a convincere molti che la «questione di Dio» sia irrilevante, o inutile, o irrisolvibile. Ma a perderci, così, è il caso serio della nostra umanità, tanto assetata di senso, pienezza, felicità. Vita. Ecco perché un libro come l’ Intervista su Dio ( Mondadori), scritto dal cardinale Camillo Ruini dialogando con il giornalista di Avvenire Andrea Galli, è un dono prezioso. «Offerto a tutti: in particolare a quanti vorrebbero credere ma non riesce a fare quel passo libero e impegnativo che la fede sempre richiede; e a quanti invece credono ma hanno una fede ancora un po’ ‘bambina’, che fatica a misurarsi con le grandi questioni della vita, della società, della scienza di oggi», afferma Ruini, al termine dell’incontro svoltosi ieri sera nell’aula magna dell’Università Cattolica di Milano. Al tavolo dei relatori, con lui, i filosofi Giovanni Reale e Silvano Petrosino e l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, moderati da Armando Torno del Corriere della Sera; il saluto iniziale spetta al prorettore Franco Anelli. «Le parole della fede, il cammino della ragione», recita il sottotitolo del libro, «strumento prezioso per l’Anno della fede», annota il prorettore. L’orizzonte dell’itinerario verso Dio esplorato da Ruini, sottolinea Anelli, è quello della Fides et Ratio di Giovanni Paolo II, dove «fede e ragione sono come due ali con le quali lo spirito umano si alza verso la contemplazione della verità».
Ferruccio Parazzoli porta il saluto dell’editore e sottolinea: «Il successo del libro, tre ristampe in 10 giorni, conferma l’attenzione del pubblico verso i temi religiosi». Qui, in particolare, l’intento è «presentare le motivazioni razionali della fede in Dio», si legge nelle prime pagine. Reale gioca subito a carte scoperte: «Il libro mi è piaciuto molto, per me è il migliore di Ruini», scandisce. Poi ne passa in rassegna alcuni punti-chiave. Come l’analisi del rapporto sorgivo tra cristianesimo e antropocentrismo: senza il primo non ci sarebbe stato il secondo. Mentre quando l’antropocentrismo si contrappone al teocentrismo, si fa «umanesimo esclusivo», secondo la definizione di Charles Taylor, l’umano si perde nel relativismo e nel nichilismo. No a un cristianesimo ridotto a sentimento religioso; no allo smarrimento dell’identità cristiana, senza la quale è impossibile la relazione e il dialogo con l’altro: Reale rilancia questi messaggi di Ruini, prima di dirsi conquistato e commosso dai passi dedicati all’«essenza del cristianesimo», al Regno di Dio, alla preghiera. Petrosino, docente di filosofia della comunicazione in Cattolica, entra nell’analisi delle «tesi centrali» del libro. A partire dal riconoscimento dell’«apertura illimitata del nostro interrogarsi e del nostro desiderare», per cui l’approdo a Dio non è la risposta consolatoria a un fallimento dell’umano, o l’esito di un’alienazione: è il dinamismo stesso della nostra ragione e del nostro desiderio che legittima la questione di Dio, che apre all’incontro con Dio. Tutto questo, sottolinea Petrosino, in una dimensione di libertà, di scelta personale. Altro che religione versus libertà o fede versus ragione.
«Ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato loro»: muove dalla lettera ai Romani il cardinal Scola, per sottolineare come «a tutti» sia data la possibilità di conoscere razionalmente Dio a partire dalle realtà create. «Il riconoscimento di Dio comporta l’affermazione dell’uomo », scandisce Scola. Ed ecco Ruini intrecciare un dialogo tra scienza, filosofia, teologia, antropologia. Rinnovando la lezione di Tommaso d’Aquino, alla scuola di Lonergan. Per mostrare come la domanda religiosa sia il culmine dell’avventura del pensiero umano, come l’apertura alla «questione Dio» sgorga dal «dinamismo intrinseco dell’intelligenza». Scola cita infine De Lubac: «Esiste qualcosa, dunque Dio esiste». È questo il percorso di Ruini, la sfida raccolta nel libro.
Infine l’ex presidente della Cei riprende un tema che gli sta molto a cuore: la sfida posta oggi dall’«umanesimo esclusivo». Serve un ponte verso gli uomini di scienza, «che prima d’essere scienziati sono uomini – dice Ruini –. I grandi progressi della fisica come della biologia, spingono l’uomo a riconoscere che la scienza non è il tutto». E che c’è un Altro che chiama la nostra libertà, chiedendoci di unire «fede in Dio e amore per il prossimo».
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